Archive for gennaio 2008

Poste italiane, che vergogna

gennaio 28, 2008

Ultimamente si è parlato molto delle condizioni penose in cui versa il CMP (Centro Meccanizzato di Smistamento) di Milano Roserio, dove giacciono tonnellate di lettere, cartoline e pacchi, provenienti da Paesi extra-europei, in stato di semi-abbandono. Anch’io ho perso un oggetto (di poco valore, per fortuna) acquistato su ebay da un venditore cinese ad aprile 2007, e sospetto che sia finito nel triangolo delle Bermuda d’Italia…
La cosa più triste è che l’immagine del Paese, già funestata dalla politica, è inficiata ulteriormente da questi disservizi. Basti pensare ai tanti venditori stranieri (statunitensi ma non solo) che si rifiutano di vendere in Italia, mettendola sullo stesso piano di paesi del Terzo Mondo come la Nigeria…Date un’occhiata qui per farvi un’idea…tanto per citare qualche frase: “Italy has the nicest people but the worst and most corrupt postal service” (l’Italia ha la gente più simpatica ma il servizio postale peggiore e più corrotto) oppure “A beautiful country with the absolute worst postal sevice on the planet” (un bel Paese con il peggior servizio postale del pianeta).
Per non parlare delle tasse esose, in alcuni casi illegittime, richieste nella fortunata ipotesi che l’oggetto sia finalmente recapitato…per saperne di più visitate i siti http://www.bobonweb.it/roserio e http://roserio.altervista.org/, che riesce persino a riderci su…

Sceneggiata in Senato

gennaio 24, 2008

AGGIORNAMENTO 9-2-08: Sono stato palesemente smentito, si andrà a votare (o non si andrà?) ad aprile. Lo scenario è ugualmente desolante…

Barbato

Ma anziché inscenare svenimenti, corna, malori di vario tipo…non facevano prima a dire che, per qualche mese, è un vero peccato perdere la pensione? E che i partiti (tranne Forza Italia) non hanno risorse economiche per affrontare una nuova tornata elettorale?
Scommetto che alla fine Prodi la spunterà e tireranno avanti fino a che avranno l’anzianità minima. O se viceversa dovesse cadere Prodi, sicuramente non si andrà a nuove elezioni. Certo che il parlamentarismo in Italia è ridotto veramente a un teatrino…

Aggiornamento: Il governo è caduto…vedremo adesso quali inciuci mostruosi riusciranno ad inventarsi. Intanto, con la consueta civiltà, la destra esulta…
Maroni

La forza del vittimismo

gennaio 16, 2008

Oggi ho passato la giornata in università, tentando di studiare in vista dei vari esami che mi aspettano a febbraio. Tuttavia sono stato profondamente disturbato da alcuni personaggi intenti a distribuire volantini. Si trattava di aderenti al movimento “Azione universitaria” (i giovani di AN), che hanno approfittato delle recenti vicende riguardanti la mancata visita del papa alla Sapienza di Roma per fare la solita strumentalizzazione contro gli “straccioni” di sinistra che avrebbero tolto la libertà di parola al papa. Inoltre la sede di architettura era tappezzata di manifesti di Comunione e Liberazione (un movimento molto attivo in Politecnico), che bollavano come “vergognosa” la “censura” che il papa avrebbe ricevuto.
Ora al di là del merito delle contestazioni contro B16, va sottolineato che in questo Paese esiste la libertà d’opinione e d’espressione, anche di dissenso e di critica. Volendo analizzare con obiettività i fatti, essi sono, in ordine cronologico:
1) Alcuni studenti e docenti hanno legittimamente espresso il proprio dissenso verso la presenza in ateneo di una persona non gradita per aver espresso in passato opinioni negative sulla ricerca scientifica e sul progresso (in particolare per aver affermato, anni fa che “Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”).
2) Il papa ha deciso di non partecipare all’evento che lo avrebbe visto protagonista, per ragioni di “opportunità”. In pratica le preannunciate contestazioni avrebbero nuociuto all’immagine della Chiesa, come si legge sull’articolo di Repubblica.
Dov’è la privazione della libertà? Qui c’è solo, da parte ecclesiastica, la volontà di sottrarsi ad un confronto, condito con il vittimismo tipico della tradizione cristiana, in cui i buoni sono perseguitati dai cattivi (in questo caso i “comunisti”) e martirizzati. Una visione fin troppo semplicistica…
Forse il papa temeva solo di essere contestato (il che non si addice ad un monarca assoluto, quale lui è nel suo staterello)? Oppure le gerarchie cattoliche cominciano a capire che quando è troppo è troppo, che non si può al tempo stesso mungere denaro allo Stato italiano con l’otto per mille, i finanziamenti alla stampa, l’esenzione dell’ICI, ed interferire quasi quotidianamente con la politica, la formazione, la cultura del nostro Paese? Sì, magari…
Più probabilmente si è trattato di una mossa ad effetto. La forza del vittimismo, la “morale degli schiavi” ha così prevalso sulla dialettica insita nel confronto democratico. Chi, come la Chiesa istituzione, crede di possedere la Verità, è evidentemente incompatibile con i valori delle democrazie liberali, e questa contraddizione emerge sempre più grazie a questo papa “filosofo”. Nel discorso che B16 avrebbe dovuto (e avrebbe potuto, se avesse voluto) pronunciare, pubblicato prontamente da tutti i mezzi di informazione, Ratzinger afferma: “il papa non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà, ma è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio».
Grazie Ratzinger per non imporci la fede in modo autoritario! Tuttavia, identificando la verità con Dio, fai un’operazione ancor più autoritaria; infatti Dio per te non significa solo un generico “ente superiore”, ma Dio cristiano e cattolico, la cui natura e le cui disposizioni sono interpretabili solo dalla Chiesa Cattolica Romana. Tale sovrapposizione di Verità e Dio cattolico è accettabile solo se rivolta a fedeli, ma non è recepibile da una platea composita come può essere quella di un’Università. Più propriamente essa cozza con molti dei valori fondanti di quello che chiamiamo “occidente”: il metodo scientifico, la dialettica, la democrazia, la laicità dello Stato. Questi oggetti, che spesso vengono criticati sotto le mentite spoglie del “relativismo” dai filosofi e dagli scrittori cattolici, sono alla base della civiltà che faticosamente è stata costruita e ci è stata donata.
Se questa idiosincrasia fosse evidente, sono sicuro che molti abbandonerebbero il Cattolicesimo; tuttavia, non tutti hanno gli strumenti culturali per leggere tra le righe e dare il giusto peso alle parole. Inoltre molte persone non aderiscono e non praticano realmente il Cattolicesimo se non per ragioni di convenienza, di prassi, o per semplice ipocrisia.
Invece sono sinceramente spaventato dalla crescita di movimenti come CL, costituita al 90% da lobotomizzati replicanti e al 10% da mettinculo arrivisti e viscidi, che tentano di minare alla base i valori “occidentali” con la loro incondizionata adesione ed identificazione nel monarca assoluto Benedetto XVI.