La forza del vittimismo

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Oggi ho passato la giornata in università, tentando di studiare in vista dei vari esami che mi aspettano a febbraio. Tuttavia sono stato profondamente disturbato da alcuni personaggi intenti a distribuire volantini. Si trattava di aderenti al movimento “Azione universitaria” (i giovani di AN), che hanno approfittato delle recenti vicende riguardanti la mancata visita del papa alla Sapienza di Roma per fare la solita strumentalizzazione contro gli “straccioni” di sinistra che avrebbero tolto la libertà di parola al papa. Inoltre la sede di architettura era tappezzata di manifesti di Comunione e Liberazione (un movimento molto attivo in Politecnico), che bollavano come “vergognosa” la “censura” che il papa avrebbe ricevuto.
Ora al di là del merito delle contestazioni contro B16, va sottolineato che in questo Paese esiste la libertà d’opinione e d’espressione, anche di dissenso e di critica. Volendo analizzare con obiettività i fatti, essi sono, in ordine cronologico:
1) Alcuni studenti e docenti hanno legittimamente espresso il proprio dissenso verso la presenza in ateneo di una persona non gradita per aver espresso in passato opinioni negative sulla ricerca scientifica e sul progresso (in particolare per aver affermato, anni fa che “Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”).
2) Il papa ha deciso di non partecipare all’evento che lo avrebbe visto protagonista, per ragioni di “opportunità”. In pratica le preannunciate contestazioni avrebbero nuociuto all’immagine della Chiesa, come si legge sull’articolo di Repubblica.
Dov’è la privazione della libertà? Qui c’è solo, da parte ecclesiastica, la volontà di sottrarsi ad un confronto, condito con il vittimismo tipico della tradizione cristiana, in cui i buoni sono perseguitati dai cattivi (in questo caso i “comunisti”) e martirizzati. Una visione fin troppo semplicistica…
Forse il papa temeva solo di essere contestato (il che non si addice ad un monarca assoluto, quale lui è nel suo staterello)? Oppure le gerarchie cattoliche cominciano a capire che quando è troppo è troppo, che non si può al tempo stesso mungere denaro allo Stato italiano con l’otto per mille, i finanziamenti alla stampa, l’esenzione dell’ICI, ed interferire quasi quotidianamente con la politica, la formazione, la cultura del nostro Paese? Sì, magari…
Più probabilmente si è trattato di una mossa ad effetto. La forza del vittimismo, la “morale degli schiavi” ha così prevalso sulla dialettica insita nel confronto democratico. Chi, come la Chiesa istituzione, crede di possedere la Verità, è evidentemente incompatibile con i valori delle democrazie liberali, e questa contraddizione emerge sempre più grazie a questo papa “filosofo”. Nel discorso che B16 avrebbe dovuto (e avrebbe potuto, se avesse voluto) pronunciare, pubblicato prontamente da tutti i mezzi di informazione, Ratzinger afferma: “il papa non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà, ma è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio».
Grazie Ratzinger per non imporci la fede in modo autoritario! Tuttavia, identificando la verità con Dio, fai un’operazione ancor più autoritaria; infatti Dio per te non significa solo un generico “ente superiore”, ma Dio cristiano e cattolico, la cui natura e le cui disposizioni sono interpretabili solo dalla Chiesa Cattolica Romana. Tale sovrapposizione di Verità e Dio cattolico è accettabile solo se rivolta a fedeli, ma non è recepibile da una platea composita come può essere quella di un’Università. Più propriamente essa cozza con molti dei valori fondanti di quello che chiamiamo “occidente”: il metodo scientifico, la dialettica, la democrazia, la laicità dello Stato. Questi oggetti, che spesso vengono criticati sotto le mentite spoglie del “relativismo” dai filosofi e dagli scrittori cattolici, sono alla base della civiltà che faticosamente è stata costruita e ci è stata donata.
Se questa idiosincrasia fosse evidente, sono sicuro che molti abbandonerebbero il Cattolicesimo; tuttavia, non tutti hanno gli strumenti culturali per leggere tra le righe e dare il giusto peso alle parole. Inoltre molte persone non aderiscono e non praticano realmente il Cattolicesimo se non per ragioni di convenienza, di prassi, o per semplice ipocrisia.
Invece sono sinceramente spaventato dalla crescita di movimenti come CL, costituita al 90% da lobotomizzati replicanti e al 10% da mettinculo arrivisti e viscidi, che tentano di minare alla base i valori “occidentali” con la loro incondizionata adesione ed identificazione nel monarca assoluto Benedetto XVI.

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5 Risposte to “La forza del vittimismo”

  1. flora Says:

    riguardo al vittimismo proprio della “morale dei deboli”; vallo a spiegare ai cristiani perseguitati e imprigionati in Cina o vittime di violenze in Medio Oriente. Detto questo, sono d’accordo nel dire che il Papa in Italia ha e ha sempre avuto libertà di parola e di espressione (come è giusto che sia), e che quindi non bisogna ingigantire eccessivamente questo episodio come esempio di censura anticlericale.
    Va però fatto notare che la manifestazione avrebbe impedito materialmente al Papa di comunicare (a cosa serve sennò il cosiddetto “muro sonoro” previsto nell’aula a fianco?); tali metodi di contestazione non possono certamente essere portati ad esempio di una mentalità aperta al confronto e rispettosa delle opinioni di tutti.

    Infine, per l’ennesima volta, evitiamo facili banalizzazioni del pensiero di Ratzinger; come sicuramente saprai la frase su Galileo non è sua (ma dell’epistemologo Feyerabend), e va contestualizzata. Inoltre Ratzinger non ha mai espresso condanne sulla ricerca scientifica in sè; ne ammette l’importanza e la necessità, ma ribadisce che non può essere la scienza a rispondere alle domande di senso dell’uomo, nè può la scienza “redimere l’uomo”.(Leggiti l’ultima enciclica in proposito). La scienza può spiegarci il “come” dell’origine e dell’evoluzione dell’uomo e dell’universo, ma non sicuramente il “perchè”. Mi sembra un’opinione condivisibile anche da chi non è credente.

  2. domurb Says:

    I cristiani perseguitati in Cina non c’entrano in questa questione, essi hanno ovviamente la mia solidarietà. Ma il punto focale del mio articolo è un altro: l’incompatibilità tra una visione assolutistica come quella Cattolica e la democrazia liberale. Ti faccio presente che persino un personaggio tutt’altro che democratico e avvezzo alle critiche, come Ahmadinejad, non si è sottratto ad una platea in maggioranza avversa come quella della Columbia University.
    Le contestazioni, anche violente, fanno parte della democrazia. Berlusconi e Prodi sono regolarmente contestati (anche con veemenza) nelle loro apparizioni pubbliche, e questo non suscita scandalo perché sono rappresentanti politici. Viceversa Ratzinger non viene trattato alla stregua di un politico, ma come “autorità morale”. Le autorità morali hanno poco a che fare con l’università, quindi o il papa accetta le condizioni del dibattito e della critica, oppure se ne resta nel suo stato a parlare ex cathedra ai suoi seguaci, come saggiamente ha deciso di fare. Il problema ora sono le strumentalizzazioni, e – qui sì che c’entra – il vittimismo organizzato e prepotente messo in campo dalla stampa cattolica e spalleggiato dalla destra per ragioni di convenienza.

  3. domurb Says:

    Dimenticavo, condivido pienamente questa affermazione:
    > La scienza può spiegarci il “come” dell’origine e dell’evoluzione dell’uomo e dell’universo, ma non sicuramente il “perché”

    Lo scientismo è pericoloso quanto le religioni. Il fatto è che spesso non contano le risposte, ma le domande. La domanda “perché” (sia esso causale o finale) è una domanda mal posta, e il perché (scusa il gioco di parole) è evidente…basti pensare a quanti (astrologi, buddisti, satanici, isclamici, cristiani, cartomanti, scientisti) tentano di dare una risposta a quella domanda…e il bello è che ognuno arroga a sè l’esclusiva della Verità, escludendo gli altri dal “club dei giusti”.
    Appare evidente che l’unica risposta filosoficamente accettabile alla domanda “perché” è l’agnosticismo, che è una non risposta. Poi ognuno fa una scelta religiosa, che è diversa da quella filosofica ed è comunque irrazionale. Io professo l’ateismo, ma so bene che non è provabile con gli strumenti della logica e della filosofia, esattamente come non lo sono le visioni metafisiche. Semplicemente preferisco le domande a cui l’ateismo rifiuta di rispondere alle imperscrutabili volontà divine che le religioni usano come scudo per giustificare fenomeni apparentemente inspiegabili o incompatibili con un Dio buono e ognipotente, ma è questione di gusti,

  4. kinto Says:

    La mamma dei ciellini è sempre incinta purtroppo…ogni analogia con altri detti simili è puramente voluta e incoraggiata…so di essere un po’ offensivo ma io della posizione privilegiata della cusl e dei ciellini al poli ne ho le palle piene.

  5. flora Says:

    ok, hai ragione: il mio riferimento alla Cina non era molto pertinente. era solo in risposta allo “slogan” di Nietzsche sulla “morale degli schiavi”, che mi sembra un po’ gratuito.
    In ogni caso nessuna persona di buon senso potrebbe affermare che il papa è vittima di una censura sistematica in Italia, solo non mi sono piaciuti troppo i metodi della protesta (in sè legittima). inoltre anche a me danno fastidio le strumentalizzazioni di comodo, soprattutto da parte di alcuni esponenti politici pronti a farsi difensori della morale cattolica ma incapaci di incarnare in prima persona una qualsivoglia forma di moralità che non sia di facciata.

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